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Ottajano... Terra di Augusto e dei De' Medici

LA STORIA DI OTTAVIANO

Ottaviano era in epoca romana un borgo di case all'interno di un vastissimo possedimento (praedium Octaviorum) appartenente alla gens Octavia, la famiglia dell’imperatore. Il territorio ottavianese (che ha sempre avuto anche un'mportanza strategico-militare in quanto si poteva
vigiliare sulla via Pompilia), fu teatro, di diverse battaglie. Una di queste battaglie fu combattuta nel corso della Guerra sociale, tra Lucio Cornelio Silla e l'italico Lucio Cluenzio, nel 90a.C.. Altre due battaglie (rovinose per l'esercito romano) si combatterono durante la prima guerra servile. Nel corso della prima battaglia, nel 73 a.C.,Spartaco vi sconfisse prima il pretore Gaio Claudio Glabro (nella famosa battaglia del Vesuvio) e, dopo pochi mesi, vi sconfisse il pretore Publio Varinio che gli erano stati inviati contro dal Senato di Roma. Il borgo (Octavianum) crebbe di importanza divenendo Municipio. Secondo alcuni storici in una grande villa rustico-residenziale appartenente alla sua famiglia, vi sarebbe morto lo stesso imperatore Augusto, e poi, in seguito, fu trasportato a Nola. I resti dell'epoca romana furono sepolti dalle successive eruzioni del Vesuvio, ma ruderi e tombe sono stati rinvenuti negli scavi in varie parti del paese.
 Poco prima dell’anno 1000 Octavianum mutò nome e fu chiamato Ottajano (e questo nome durò fino al 1933 quando nel bimillenario di Ottaviano Augusto il governo di allora modificò il nome in Ottaviano). Nel 1085, ospite del barone locale, vi fu in visita papa Gregorio VII, che vi celebrò la messa in una chiesetta (chiesa del Vaglio) situata presso il castello baronale (oggi palazzo Mediceo). Vari Signori e Baroni ebbero in possesso la città. Nel XII secolo fu in possesso di Tommaso d'Aquino, nonno di San Tommaso d'Aquino, da cui passò, a varie riprese, alle famiglie degli Orsini e dei Cola. Durante il dominio angioino nel 1304 il borgo fu messo a ferro e fuoco da Carlo di Lagonessa per ordine di Carlo II d'Angiò, a causa dell'uccisione di un funzionario regio ("sovrintendente dei boschi") e della sua scorta da parte dei fratelli Giovanni e Roberto de'Marrone insieme a un gruppo di ottajanesi. Tra il 1532 e il 1551 fu feudo di Fabrizio Maramaldo, che l'aveva ottenuto per i servigi prestati a Carlo V. Il feudo venne quindi ceduto ai Gonzaga di Molfetta e da questi, nel 1567 a Bernardetto dé Medici, cugino del granduca Cosimo I e fratello del papa Leone XI. Il feudo, prima signoria e quindi principato, rimase in possesso di questa famiglia fino al 1860 e comprendeva anche gli attuali comuni di Terzigno e di San Giuseppe Vesuviano; tra il 1690 e il 1815 il feudo si allargò fino a comprendere anche gli attuali comuni di Sarno, Striano e Poggiomarino dopo che Giuseppe I de' Medici acquistò dai Barberino il ducato di Sarno diventando così Principe di Ottajano e Duca di Sarno. Della famiglia dei de' Medici fece parte Luigi dé Medici, rappresentante del Regno di Napoli presso il Congresso di Vienna. Nel luglio del 1820 la città
partecipò ai moti carbonari. La città, inoltre, da sempre ha subito danni dalle eruzioni vesuviane: in modo particolare fu quasi
completamente sepolta dalle ceneri delle eruzioni del Vesuvio del 1631, 1779 e 1906. Secondo William Hamilton, durante la prima e la seconda poco ci mancò che Ottaviano "venisse sepolta come Pompei"; e così anche nella terza, come testimoniò Matilde Serao chiamandola la nuova Pompei, la opulenta Ottajano fu quasi completamente distrutta dalla cenere e dal lapillo. Anche il tetto della Chiesa Madre di San Michele Arcangelo crollò per il peso delle ceneri, fortunatamente senza uccidere nessuno. Le opere diristrutturazione sono state gentilmente offerte dal presidente Felice D'Avino.

 

 

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